Domenica 31 gennaio alle ore 18.00 presso il salone parrocchiale, proiezione del film The Millionaire di Danny Boyle.
Domenica 31 gennaio alle ore 18.00 presso il salone parrocchiale, proiezione del film The Millionaire di Danny Boyle.
Per saperne di più, vedi pag. 9 del giornale.
E’ online il numero di Gennaio [pdf] del giornale della nostra comunità. Particolarmente preziosa e profonda, a mio parere, la riflessione che scaturisce dalla lettura dell‘inserto dedicato alla Novena passata.
In questi tristi giorni di violenza, mi preme però segnalarvi anche due altre letture.
La prima è la postfazione del libro “Gli Africani Salveranno Rosarno” (edizioni Terrelibere), scritta un anno fa da don Tonio Dell’Olio di Libera. In un profluvio di parole amare, si legge:
“Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: «Cantateci i canti di Sion!». Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia” (Salmo 136). E la mafia ringrazia perché spesso anche le nostre chiese hanno assopito le proprie coscienze e non ripetono più né il pianto né la denuncia. Per l’orfano, per la vedova e per lo straniero.
La seconda è invece l’omelia di oggi di don Pino Varrà, parroco di Rosarno, che indicando il presepe ha detto:
“Non avrebbe senso aver allestito questa opera. Non avrebbe senso festeggiare il Natale. Meglio distruggerlo e metterlo sotto i piedi. Dobbiamo celebrarlo convinti dei valori che lo rappresentano. Perché crediamo nella misericordia e nella solidarietà. Se invece non abbiamo la forza di ribbellarci ai soprusi e alle ingiustizie e siamo pronti alle violenze nei confronti dei più deboli, allora non veniamo più in chiesa. Dio saprà giudicare. Saprà chi sono i suoi figli”.
E che Dio ci aiuti tutti in quest’ora così difficile.
“Si avvisa che quest’anno Gesù Bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”
Leggi l’articolo su Repubblica – Palermo.
Domenica, 27 dicembre, ore 18.00 presso il salone parrocchiale verrà proiettato Il club degli imperatori di Michael Hoffman. Il trailer non l’ho trovato ma ecco qui la sequenza iniziale del film
Il programma completo del cineforum 2009/2010 lo potete scaricare dalla sezione Eventi.
Pur con un po’ di ritardo (lo so, lo so… ma la gestione dei miei blog non va sempre d’accordo con quella della mia famiglia) ho cercato auguri consoni allo stile della nostra comunità (e di chi se ne prende cura…).
Ho cercato un po’ e mi sembra che, anche questa volta, le parole di don Tonino Bello risultino adeguate a riassumere quanto detto da don Gi durante la Novena dei bambini e le messe d’Avvento circa l’apparenza e la sostanza dell’essere cristiano. Buon Natale!

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Tonino Bello
Testo e immagine: giovaniemissione.it
Vi segnalo l’articolo di Enzo Bianchi, priore di Bose, dal titolo eloquente che riprende parte delle mie e delle vostre riflessioni in merito… ![]()
La croce, questa “realtà” che dovrebbe essere “parola e azione” per il cristiano, è ormai ridotta a orecchino, a gioiello al collo delle donne, a portachiavi scaramantico, a tatuaggio su varie parti del corpo, a banale oggetto di arredo…
Tutto questo senza che alcuno si scandalizzi o ne sottolinei lo svilimento se non il disprezzo, salvo poi trovare i cantori della croce come simbolo dell’italianità, all’ombra della quale si è pronti a lanciare guerre di religione.
Ma quando i cristiani perdono la memoria della “parola della croce” e assumono l’abito del “crociato”, rischiano di ricadere in forme rinnovate di antichi trionfalismi, di ridurre il vangelo a tatticismo politico: potenziali dominatori della storia umana e non servitori della fraternità e della convivenza nella giustizia e nella pace…
Con qualche giorno di ritardo (scusate ma la vita off-line talvolta è molto faticosa…), ecco qui il numero di dicembre [pdf] del nostro giornale parrocchiale.
Nell’editoriale, donGi parla dell’umanità di “noi” sacerdoti concludendo
Il mio augurio è che anche il nostro amore umano, la nostra umanità, sia così piena, così profonda, anche e soprattutto nei momenti difficili che pure la vita attraversa, da comunicare l’amore divino: l’umanità di noi sacerdoti – particolarmente in questo anno sacerdotale che il papa ha indetto al fine di promuovere “l’impegno di interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti” – e quella di tutti voi che pure siete sacerdoti in forza del vostro Battesimo.
Infatti l’essenziale del sacerdozio non è nel distribuire i sacramenti, ma nel divenire noi stessi un sacramento, nel rendere presente Dio e le realtà sante del Regno, attraverso la luminosità del nostro essere trasfigurati in Dio. Che contemplando l’umanità di Cristo, possiamo anche noi, a sua immagine, diventare più umani, buon Natale…
Il cardinale Tettamanzi, nell’omelia del giorno di Sant’Ambrogio,
ha sottolineato la figura del Buon Pastore e il suo compito di proteggere e custodire il gregge dai lupi che Ambrogio individuava negli eretici: «Non sono forse da paragonare a codesti lupi, gli eretici, i quali stanno in agguato presso gli ovili di Cristo, e fremono attorno ai recinti più di notte che di giorno? È sempre notte per gli increduli, i quali, per quanto è loro possibile, si danno da fare per offuscare e oscurare la luce di Cristo con le nebbie di interpretazioni sinistre».
Divenire noi stessi un sacramento…
Rendere presente Dio attraverso la nostra luminosità…
Contemplare l’umanità di Cristo…
Ecco le uniche guide che ci sorreggono nel deserto che pure, sembra, si debba attraversare…
Buona festa dell’Immacolata a tutti noi!
Il tema della giornata mondiale della pace del prossimo anno (2010) ci invita ad essere custodi del creato e dell’amore, impegnandoci a realizzare un mondo di pace.
Il tema intende sollecitare una presa di coscienza dello stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato e interconnesso tra salvaguardia del creato e coltivazione del bene della pace.
Tale stretto e intimo legame è, infatti, sempre più messo in discussione dai numerosi problemi che riguardano l’ambiente naturale dell’uomo, come l’uso delle risorse, i cambiamenti climatici, l’applicazione e l’uso della biotecnologie, la crescita demografica.
Se la famiglia umana non saprà far fronte a queste nuove sfide con un rinnovato senso della giustizia ed equità sociali e della solidarietà internazionale, si corre il rischio di seminare violenza tra i popoli e tra le generazioni presenti e quelle future…
Appuntamenti ed iniziative della Caritas diocesana Bari-Bitonto sono reperibili in questo documento [pdf].
Immagine: Sbrimbillina
Con un po’ di scetticismo ma non posso esimermi dal segnalarvi un articolo di oggi su Repubblica dedicato ad un
innovativo strumento di preghiera ideato da Euro Digital Equipment srl in collaborazione con la Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto. E’ stato presentato nell’ambito del convegno “Fede e Tecnologia: una convergenza a sostegno della preghiera” svolto proprio nel Palazzo Apostolico di Loreto.
La simbolica “benedizione” del progetto l’ha data, significativamente, l’arcivescovo di Loreto, monsignor Giovanni Tonucci, secondo il quale si tratta di “un utile strumento di preghiera che può servire anche per accompagnare le persone sole, i malati e tutti coloro che desiderano sentire d’essere in preghiera insieme con gli altri”.
Se volete affacciarvi alla community, basta cliccare su Prex Communion. Sospendo il giudizio sull’iniziativa. Chissà cosa ne pensa donGi…
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